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1957
A Anni '60 Il satellite russo aveva rovinato il sonno a molti responsabili della Difesa americana, popolando le loro notti di incubi crescenti: "Oggi lo Sputnik, e domani?" era l'interrogativo angoscioso. Le migliori teste d'uovo della Rand Corporation, il più avanzato think-tank americano ai tempi della guerra fredda, presero così ad arrovellarsi su un'incognita apocalittica: "Come avrebbero potuto, i centri nevralgici del Paese, comunicare dopo una guerra nucleare?" La domanda era tragica e grottesca allo stesso tempo: "d'altronde - si diceva - per qaunto si corazzasse una rete di comunicazione tradizionale, i suoi commutatori e i suoi cavi sarebbero stati sempre vulnerabili a un attacco atomico. Il centro di quel sistema sarebbe diventato immediatamente il bersaglio strategico principale dei nemici che, colpendolo, avrebbero messo in ginocchio irreparabilmente la nazione". 1962 Fu Paul Baran, una delle intelligenze più aguzze del centro studi, ad
azzardare una risposta in un report dal titolo "On Distributed
Communications Networks": innanzitutto la rete non doveva avere alcuna
autorità centrale e avrebbe dovuto essere concepita, sin dall'inizio, in
modo da operare in un contesto di instabilità. Perché questo avvenisse era
assolutamente necessario che tutti i nodi fossero indipendenti, avessero una
pari gerarchia e fossero capaci di originare, passare e ricevere i messaggi.
I messaggi a loro volta sarebbero stati scomposti in pacchetti
opportunamente targati per non perdersi lungo la via e ogni pacchetto
separatamente indirizzato verso la propria destinazione. Soltanto una volta
raggiunta la meta finale i diversi moduli sarebbero stati finalmente
ricomposti. La strada da percorrere era una loro scelta, suggerita da una
serie di computer appositamente programmati per monitorare tutti gli snodi e
incanalare i dati lungo le vie più sgombre e sicure. Se per qualsiasi motivo
si fosse verificato un blocco lungo una della arterie della rete, il
pacchetto sarebbe stato immediatamente re-indirizzato per una strada meno
accidentata. Riassumendo con una metafora di Bruce Sterling
"Fondamentalmente il pacchetto sarebbe stato scaricato come una patata
bollente da un nodo all'altro, più o meno in direzione della sua
destinazione finale, sino a quando non avesse raggiunto la sua giusta meta.
Questo sistema di consegna piuttosto azzardato può certamente essere
definito "inefficiente" nell'accezione classica di questo termine
(specialmente se confrontato, ad esempio, al sistema telefonico) ma è di
certo estremamente resistente". |