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Il 2004 potrebbe essere la data dell'en plein. Questa la scadenza entro la quale, da estrapolazioni apparse nell'estate '95 su un mensile specializzato, ogni abitante del pianeta sarà collegato a Internet sulla base dell'attuale ritmo di crescita. Straordinario e mozzafiato, se fosse vero, ma ogni previsione di questo tipo risulta assai spericolata. Tanto rischiosa che nessuno degli studiosi più seri del fenomeno azzarda farne. Usare la sfera di cristallo per interpretare l'evoluzione digitale in corso espone a gravi rischi di credibilità.
Bisogna quindi tacere sul futuro della Rete? No. Intanto si possono contare alcuni numeri accertati e significativi che danno la misura di una tendenza di crescita inequivocabile. Poi si possono tentare ragionevoli stime di quali saranno i settori caldi del dibattito e delle mutazioni possibili del fenomeno Internet.

I censimenti sui cittadini di Internet, sinora, sono stati quanto di più approssimativo si possa immaginare: per un tempo infinito si è parlato di 30 milioni di utenti nel mondo, basandosi su incerte estrapolazioni di società di rilevamenti. "La maggior parte di questi numeri - si rilevava in un recente numero del Time - sono poco più che tirati a indovinare, in maniera molto sofisticata alcuni, neanche tanto altri". Ma una campionatura affidabile c'è stata.
L'autorevole Nielsen Media Research, che fa rilevazioni sul pubblico televisivo, ha fornito i primi dati con basi scientifiche meno carsiche di quelle cui eravamo abituati sinora: circa 37 milioni di persone, solo tra Canada e Stati Uniti, hanno accesso alla Rete. Di questi, almeno 24 milioni hanno usato Internet negli ultimi tre mesi (una quota che rappresenta l'11% della popolazione che va da 16 anni in su). In media questi utenti sono stati collegati circa 5 ore e mezza alla settimana: la ricerca rimarcava - con qualche preoccupazione? - che parte di questo tempo era "senza dubbio stato sottratto da quello normalmente impiegato per guardare la tv". Di questi cibernauti si sa che sono prevalentemente maschi, bianchi, di buona cultura e robusto conto in banca.

Altre quantità significative sono quelle del numero di computer host che fanno "fisicamente" parte della Rete. La progressione non ha bisogno di commenti: dai 4 nodi originari del 1969 si è arrivati agli 80.000 del gennaio '89, ai 376.000 del gennaio '91, sino a sfondare il tetto dei 9.472.000 nel gennaio '96.

Infine, l'aumento più portentoso di cui si può dare conto è quello della provincia più fortunata del mondo Internet. "A metà del 1993 all'ex rete per appassionati di informatica - spiega Christopher Anderson in un ottimo saggio su The Economist - spuntano "ali multimediali". Qualcuno al Cern di Ginevra inventa il WWW e da allora di reti si parla anche nei parrucchieri per signora della provincia. Nel 1994 le dimensioni complessive della Rete sono raddoppiate ma, nello stesso tempo, il Web si è moltiplicato di almeno 20 volte. In soli 18 mesi gli utilizzatori hanno creato più di 3 milioni di pagine che integrano informazioni, immagini e suoni, entertainment e pubblicità".
Un'esplosione non effimera, secondo il settimanale inglese: "La crescita della Rete non è il frutto del caso o della moda del momento, ma la conseguenza dello sbrigliamento della potenza della creatività individuale. Se fosse un'economia, sarebbe il trionfo del libero mercato sulla pianificazione centralizzata. In musica, il jazz che ha la meglio su Bach. In termini politici, la democrazia che schiaccia la dittatura".

Tuttora si sta assistendo a nuove forme di evoluzione di internet come il passaggio dall'attuale IPV4 (codice ip corrispondente ad ogni utende di internet o server o host) alla nuova versione IPV6.

L'IPv6 aumenta la dimensione dell'indirizzo IP da 32 a 128 bit per supportare più livelli gerarchici di indirizzamento ed un numero molto più grande di nodi indirizzabili,ma anche consente un allineamento su 64 bit anziché su 32 bit.

Nonostante tutte queste innovazioni sia in campo elettronico che in campo di programmazione come possono essere nuovi sofware(browser,sistemi operativi,antivirus,ecc...)  non riescono ancora a risolvere i notevoli problemi di affidabilità e di sicurezza di internet.