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La
Rete c'è, ma spesso assomiglia a una giungla divertente e confusa. Cosa la
renderà un posto pur sempre libero ma più accogliente e razionale? La parola
magica è - come rispondeva Business Week in uno speciale del febbraio '95 -
"software. C'è un enorme bisogno per software gestionale per le
funzioni più disparate: per velocizzare la trasmissione di enormi file di
video, per guidarvi attraverso le centinaia di nuovi canali tv, per
supervedere migliaia di transazioni commerciali on-line, garantendo la loro
sicurezza".
Un ruolo determinante nel passaggio dal bandolo delle viuzze elettroniche
alle spianate a quattro corsie delle information highway che molti
preconizzano da tempo sarà dato dagli "agenti intelligenti" e dai "motori
di ricerca", sempre più semplici e potenti. La loro funzione è proprio
quella di costituire l'antidoto più efficace contro il sovraccarico da
disponibilità di informazioni. Il periodico specializzato Washington Technology scommetteva, nell'ultimo numero del '95, anche sulla telefonia via Internet. E si tratta di una prospettiva tutt'altro che remota. I programmi ci sono, ma vanno perfezionati e richiedono apparecchiature informatiche di una qualche sofisticazione. Se il computer ha una scheda audio, microfono e altoparlante, una volta stabilita la connessione, ciascuno a proprio turno -come nelle walkie talkie d'antan- parlerà e ascolterà: la parola sarà digitalizzata e spedita lungo la Rete e, dopo un intervallo di circa un secondo, sarà ascoltata dall'altro capo dell'inconsueta cornetta. La qualità sonora lascia ancora a desiderare; le imperfezioni della comunicazione sulle autostrade elettroniche non sfuggiranno certo al vostro orecchio. Ma quella che era partita come la scommessa di un programmatore in vena di scherzi, è già oggi una possibilità reale. Quando si ha a che fare con la Rete, succede che le novità del giorno
prima sembrano ammuffite a pochi mesi di distanza. Non è ancora il caso del
linguaggio Html, materia prima indispensabile della totalità del Web, ma è
certo che gli emuli che stanno venendo fuori fanno guardare alla
tradizionale programmazione ipertestuale come a un vecchio amico, simpatico
ma limitato. La rivoluzione nella rivoluzione però sembra, alla maggior parte degli
osservatori, costituita dal nuovo e dirompente linguaggio di programmazione
dal nome semplice e accattivante e una tazza di caffé fumante come marchio:
Java. Il programma di Sun che consente di utilizzare, con relativa
facilità, la rete come serbatoio di programmi e applicazioni, da usare nel
momento in cui sono necessari e da far ripiombare poi nel buio cyberspace.
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